Contributo di solidarietà delle c.d. “pensioni d’oro” 

Notizie dell’ultima ora: sentenza della Consulta del 6/7/2016  

Perequazione pensioni in base alla legge 147/2013 ( c.d. “ Finanziaria Letta”)

Con sentenza del 6/7 la Corte Costituzionale ha dato il via libera al prelievo di solidarietà cui sono sottoposte le pensioni corrisposte dall’Inps a partire dalla quota superiore a 14 volte il trattamento minimo (prelievo del 6, 12, 18% a secondo dell’entità dell’assegno per pensioni oltre 91 mila euro annui)previsto dalla legge Finanziaria approvata dal governo Letta per il 2014 e con durata triennale «giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi contingente e grave del sistema».

Il testo del comunicato si limita ad affermare che la Corte «ha respinto le varie questioni di costituzionalità relative al contributo, che scade nel dicembre 2016, sulle pensioni di importo più elevato, escludendone la natura tributaria e ritenendo che si tratti di un contributo di solidarietà interno al circuito previdenziale, giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi contingente e grave del sistema. La Corte ha anche ritenuto che tale contributo rispetti il principio di progressività e, pur comportando innegabilmente un sacrificio sui pensionati colpiti, sia comunque sostenibile in quanto applicato solo sulle pensioni più elevate, da 14 a oltre 30 volte superiori alle pensioni minime».

Questo prelievo , dopo la decisione di ieri della Corte costituzionale, potrebbe anche essere riproposto dal governo Renzi, magari ampliato ad altre fasce di pensioni, purché nel rispetto dei paletti fissati dalla giurisprudenza costituzionale, ribaditi ieri: eccezionalità, temporaneità, ragionevolezza.

Inoltre la Corte ha dichiarato “non incostituzionale” l’attuale meccanismo della perequazione (introdotto nella stessa Legge 147/2013)e riconosciuto nella misura del 100% del tasso di inflazione sino a 3 volte il minimo, del 95, 75, del 50 e del 45% per i trattamenti pensionistici superiori, a seconda del rapporto proporzionale degli stessi con il trattamento minimo Inps.

Questo meccanismo, che comporta notevoli penalizzazione per pensioni superiori a 3,4,5,6 volte il minimo, è stato prorogato dal governo Renzi sino a fine 2018. Dal 1/1/2019 dovrebbe ritornare in vigore la legge 338/2000 (100% sino a 3 volte il minimo, 90% sino a 5, 75% per importi superiori a 5 volte il minimo).

Concludendo: la Corte ha promosso in pieno la manovra di Letta, dichiarando non fondate e inammissibili le censure sul prelievo di solidarietà progressivo sulle pensioni “d’oro”, oltre i 91mila euro annui, e sulla revisione al ribasso, anch’essa progressiva, dell’adeguamento Istat degli assegni al costo della vita (entrambe per il triennio 2014-2016).

Cordiali saluti

Il Responsabile Previdenza dell’Associazione

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